E’ il giorno della celebrazione di Max Verstappen e del suo quarto titolo di fila. In Italia è stato oscurato da Jannik Sinner che ormai fa anche il buttafuori di professione. Butta fuori dalle prime pagine il calcio, come Verstappen. Dove c’è lui, il resto non conta più. Sarebbe bello vederlo vincere la stessa domenica della Ferrari una volta…
A sbatterlo in prima pagina ci ha pensato comunque l’Equipe che sul suo quarto titolo ha intervistato un altro che ne ha quattro in casa. Sentite il professor Prost:

«Sono felice di essere in così buona compagnia. Siamo solo in tre con quattro titoli. Puoi amare Verstappen oppure odiarlo, ma di certo non lascia indifferenti. È atipico, come tanti grandi campioni. Ricordo benissimo quel che dissi la sera di Abu Dhabi: d’ora in poi vedremo il vero Verstappen. E lo abbiamo visto. Si è liberato. Ha cancellato i suoi piccoli errori e la sua impazienza. È diventato molto, molto forte. Anche quando si lamenta ancora, lo fa con meno fastidio. È il segno di una maggiore esperienza. Max aveva molto in comune con Ayrton Senna all’inizio della carriera. Oggi un po’ meno. Ha un suo modo di essere. Ha sempre seguito le sue idee. A modo suo. Per questo, conoscendolo un po’, mi pare più vicino a Vettel o a me. In pista lo trovo molto rispettoso. Sì, rispettoso. A modo suo. Non è un imbroglione. Uno può parlare dei track limits, ma è il suo modo di guidare. Per lui è la norma. La prova è che quando viene penalizzato, lo accetta. Va sempre fino in fondo a ciò che può fare. La cosa bella di Max è che si tratta di un uomo libero. È così com’è, segue le sue idee. Domani potrebbe dire che tra un mese smetterà, nessuno si stupirebbe. Tiene molto meno alla sua immagine rispetto a molti altri piloti. Credo che sarà ricordato come un pilota di incredibile talento».
Il concetto di uomo libero è bello e racconta davvero Max. Un uomo libero di dire e fare quello che vuole. A tal punto che non mi sorprenderebbe tra qualche anno vederlo andare via verso qualche nuova avventura. A lui piace guidare, piace guidare in modo estremo, ma non so quanto gli piaccia davvero questa Formula 1. D’altra parte quando l’altro giorno gli hanno chiesto che cosa ne pensasse dell’idea della mega presentazione londinese di tutti i team, ha detto: “Spero di essere impegnato quel giorno”.
Mini Rassegna stampa via https://www.loslalom.it/
Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: “Ha impressionato sostituendo la rabbia di chi non ha mai imparato a subire con una fase nuova e non ultima della propria maturità. Un camaleonte della pista capace di somigliare a Senna nello show acquatico brasiliano; a Lauda quando si è trattato di far di conto, dopo due stagioni dominate in stile Schumi”.
Daniele Sparisci, Corriere della sera: “Privo di qualsiasi assistenza da parte del gregario Perez, che pure negli anni passati era stato utile alla causa. Il messicano naviga verso il ritiro per evitare un imbarazzante (quanto giusto) licenziamento”
Frédéric Ferret, L’Équipe: “Tra Max Verstappen e la Red Bull il rapporto è ormai teso. Le tensioni tra Christian Horner e papà Jos hanno lasciato cicatrici. Il pilota olandese non sente più un legame duraturo con la squadra. Se ne andrà… quando vorrà. Per ora resta a casa, lì dove ha imparato, è cresciuto e ha vinto. Il 2025 si preannuncia un anno di transizione, l’ultimo nell’era delle vetture a effetto suolo che la scuderia austriaca padroneggia magistralmente. Lasciarsi sarebbe un pessimo calcolo. Dal 2026, invece, la rivoluzione dei motori, dei carburanti e del recupero energetico cambierà tutto. Come nel 2014, l’accento sarà posto sul produttore del motore e sul suo partner petrolifero. La Red Bull si è lanciata nell’operazione ciclopica di costruire un proprio motore in partnership con Ford, ma contare sull’esperienza di veterani come Ferrari, Mercedes o la Honda che fornirà motori all’Aston Martin non sarebbe stupido, né visionario. L’olandese è adorato in Giappone. La voce di una possibile partenza per l’Aston Martin ha sconvolto il paddock a fine estate. Adrian Newey è andato a riscuotere milioni dalla famiglia Stroll. La fuga di cervelli colpisce anche lo storico Jonathan Wheatley, responsabile dello sport e della logistica fin dalla creazione della Red Bull: l’anno prossimo diventerà il team principal dell’Audi. Verstappen sente anche l’eccitazione fenomenale che circonda l’imminente arrivo di Hamilton a Maranello. Quest’estate ha detto con discrezione che ogni pilota sogna un giorno di guidare per la Ferrari, per non chiudersi un’altra porta”.
Luke Smith, The Athletic: “La stagione 2025 sembra già aperta. Sette piloti diversi hanno ottenuto delle vittorie. La difesa del titolo si preannuncia una prova ancora più ardua per Verstappen. La F1 ha sempre desiderato questo tipo di competizione serrata. Il tetto massimo dei costi, introdotto nel 2021 per favorire la stabilità finanziaria, ha reso più difficile per i team spendere e uscire dai guai. Gli aggiornamenti e lo sviluppo delle auto devono essere pianificati attentamente. L’ascesa della McLaren nelle ultime due stagioni potrebbe culminare nel suo primo titolo costruttori in 26 anni e dimostra come si fanno le cose per bene. Nel 2025 Verstappen potrebbe dover respingere la minaccia a due punte della McLaren. Inoltre Hamilton rinnova la corsa all’ottavo titolo in casa Ferrari. Senza il calo di forma a metà stagione, ci sono buone ragioni per pensare che Leclerc sarebbe stato una minaccia per Verstappen tanto quanto Norris, se non di più. In ogni caso, l’anno prossimo Verstappen dovrà tenere d’occhio le auto rosse negli specchietti retrovisori. E che dire della Mercedes? Quando la Mercedes fa tutto bene, minaccia Ferrari e McLaren”


